Società Italiana
di Fertilità e Sterilità
e Medicina della Riproduzione

15 Apr 2015

scritto da Redazione

Congresso nazionale di medicina della riproduzione, Riccione 28-30 maggio 2015

La passione per la Medicina della Riproduzione accomuna varie figure professionali: medici, biologi, tecnici di laboratorio, ostetriche e infermieri, psicologi, nell’intento di scoprire nuove frontiere ed aiutare le coppie a realizzare il sogno della genitorialità. In quest’accezione multidisciplinare, l’evento scientifico supportato da CECOS e SIFES, mira a trasmettere le novità principali della procreazione medicalmente assistita e al confronto tra le varie realtà italiane al fine di trovare un percorso condiviso di buona pratica clinica. Le principali novità prevedono l’avvio della fecondazione eterologa in Italia, un anno dopo la Sentenza della Corte Costituzionale, analizzando le difficoltà incontrate nel percorso e mostrando l’importanza di linee guida definite, oltre a sottolineare gli aspetti etici relativi alla donazione dei gameti. Le tematiche cliniche principalmente causa di infertilità saranno discusse con esperti con l’obiettivo di trasmettere una conoscenza aggiornata ed efficace, unendo gli aspetti clinici a quelli laboratoristici più innovativi. Uno spazio adeguato sarà riservato alle esposizioni dei gruppi di giovani ricercatori che presenteranno studi recenti, la cui originalità verrà premiata al termine dei lavori.

 Scarica il Programma aggiornato Riccione 2015
09 Sep 2014

scritto da Redazione

1° Joint Meeting SEGi, SIFES, SIOS – Matera, 2-4 ottobre 2014

È con immenso piacere che annunciamo il 1° Joint Meeting SEGi, SIFES e SIOS.

Maratea accoglierà questa importante manifestazione dal 2 al 4 ottobre 2014. Questo Meeting unificato vuole rappresentare un importante passo in un progetto di crescita e confronto unitario sulle cure dell’infertilità. L’intento è anche quello di allargare la conoscenza e l’aggiornamento scientifico nell’ambito della chirurgia endoscopica riproduttiva e nel campo della medicina della riproduzione facilitando l’interscambio di esperienze tra i vari specialisti del settore.

La struttura del Congresso è stata articolata in sessioni scientifiche disegnate per permettere un rapido scambio di informazioni tra i medici ed i ricercatori, toccando i temi più attuali e controversi di questo affascinante settore della Ginecologia. Ampio spazio sarà dedicato alle tematiche più “calde” della Medicina della Riproduzione, dalla stimolazione ovarica controllata al Triggering ovocitario, dalla supplementazione della fase luteale, ad una sessione di estrema attualità come la preservazione della fertilità.

Infine il confronto intersocietario: un “faccia a faccia” tra il Medico della riproduzione e il Chirurgo della riproduzione: due mondi che dovrebbero agire in perfetta sintonia ed equilibrio; parteciperanno specialisti di indubbio valore scientifico che metteranno a confronto le loro esperienze giungendo ad una auspicabile sintesi.

Vi aspettiamo a Maratea!

Sergio Schettini -Presidente SEGi, Cristofaro De Stefano – Presidente SIOS, Andrea Borini – Presidente SIFES

 

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03 Sep 2014

scritto da Redazione

LINEE GUIDA DONAZIONE DI GAMETI

Pubblichiamo il documento “Linee guida donazione di gameti” nella stesura aggiornata al 3 settembre 2014 che è stata sottoscritta, oltre che da SIFES, AOGOI, CECOS, SIDR, SIERR e SIOS, anche dalle società scientifiche AGUI, SIA, SIAMS, e SIFR.

Per scaricare il documento cliccare sul link qui sotto:

Linee guida donazione gameti

08 Jul 2014

scritto da Redazione

Il documento della SIFES sulle linee guida per la fecondazione eterologa

La SIFES, dopo aver condiviso con AOGOI, CECOS, SIDR, SIERR e SIOS, le principali società scientifiche coinvolte nella procreazione assistita, il documento sulle Linee guida per la fecondazione eterologa, lo ha inviato il 7 luglio al ministro Beatrice Lorenzin. Oggi, martedì 8 luglio, è previsto infatti il primo incontro con i rappresentanti delle società scientifiche e gli esperti voluto dal ministero per la messa a punto delle procedure da seguire nel caso di donazione dei gameti.

DOCUMENTO LINEE GUIDA

16 May 2014

scritto da Redazione

Appello al Ministro della Salute a tutela dei diritti delle coppie che necessitano di accedere a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA)

L’Italia è uno dei paesi europei con i più bassi tassi di natalità e con l’età della donna al parto più avanzata.

ll costo del finanziamento pubblico delle procedure di procreazione assistita ad alta tecnologia è stato sinora risibile rispetto ai costi complessivi della sanità. Le coppie infertili si aspettano ora un investimento significativo del Governo Centrale a tutela della salute riproduttiva, dopo 10 anni in cui diritti costituzionali importanti sono stati calpestati da una legislazione etica i cui effetti non sono ancora spenti.
I costi organizzativi e di qualificazione del personale, i costi di adeguamento delle strutture e della strumentazione a tecnologie in continua evoluzione, la severa regolamentazione derivante dall’applicazione delle direttive europea dei centri di PMA fanno sì che queste prestazioni siano eseguibili in maniera efficace ed economicamente sostenibile solo in strutture in grado di erogare un elevato numero di cicli adeguatamente remunerati.
Il numero di procedure eseguite nel nostro Paese è cresciuto negli anni, nonostante i severi limiti imposti dalla Legge 40 e nonostante una imponente ‘migrazione riproduttiva’, spesso ingiustificata, verso altri Paesi anche per procedure consentite in Italia, a riprova di quanto sia
necessario garantire un’offerta di prestazioni adeguata, attualmente ampiamente insufficiente e molto inferiore alla richiesta.
Nella relazione annuale al Parlamento del luglio 2013 sulle attività censite dal Registro Nazionale PMA nel 2011 il 35.3% dei cicli ad alta tecnologia risulta eseguito in strutture private. Questa percentuale esprime una media che non consente di cogliere una realtà assai variegata fra le varie Regioni: si passa dal 5,2% della Lombardia al 90,6% della Sicilia, dal 4,4% della Toscana all’84,5% del Lazio, fino alla situazione della Calabria in cui il 100% degli oneri delle procedure è stato a totale carico delle coppie, differenze da Lei giustamente sottolineate nella Relazione.
Queste disparità di accesso e queste difformità di copertura delle cure da parte del sistema pubblico sono all’origine di non trascurabili fenomeni di migrazione delle coppie da una Regione ad un’altra, perlopiù verso le strutture di eccellenza ubicate prevalentemente del Nord del Paese.
Alla luce del quadro delineato, Le chiediamo di inserire al più presto le tecniche di PMA nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), unico strumento in grado di garantire a tutte le coppie condizioni di accesso uniformi e un numero minimo di cicli di trattamento con oneri a carico del sistema sanitario pubblico. Pensiamo poi che ogni Regione debba disporre di almeno un centro di elevata condizione strutturale ed organizzativa, in grado di offrire non solo la completezza del percorso terapeutico, ma di produrre un numero di procedure proporzionato al bacino di utenza e tale da giustificare gli investimenti necessari per realizzare questa tipologia di strutture. Non di meno chiediamo che vi siano controlli rigorosi dell’outcome clinico. Infatti, insieme al controllo delle liste d’attesa e quindi del diritto all’accesso, la garanzia che questi centri
offrano risultati in linea con le migliori strutture italiane ed europee costituisce condizione irrinunciabile e criterio imprescindibile per il migliore utilizzo delle risorse pubbliche.
Confidiamo nella Sua sensibilità e siamo certi possa comprendere e condividere l’urgenza di ampliare l’offerta di cura e le conseguenze negative di un mancato intervento atteso da lungo tempo.
15 maggio 2014
S.I.F.E.S. e M.R. Società Italiana Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione
Il Presidente Andrea Borini
A.G.U.I. Associazione Ginecologi Universitari Italiani
Il Presidente Nicola Colacurci
C.E.C.O.S. ITALIA Centri Studio Conservazione Ovociti e Sperma Umani
Il Presidente Maria Elisabetta Coccia
C.I.C. Collegio Italiano dei Chirurghi
Il Presidente Nicola Surico
S.I.A. Società Italiana Andrologia
Il Presidente Giorgio Franco
S.I.d.R. Società Italiana della Riproduzione
Il Presidente Vincenzo De Leo
S.I.E.R.R. Società Italiana di Embriologia Riproduzione e Ricerca
Il Presidente Laura Rienzi
S.I.F.R. Società Italiana di Fisiopatologia della Riproduzione
Il Presidente Loredana Gandini
S.I.O.S. Società Italiana Ospedaliera Sterilità
Il Presidente Cristofaro De Stefano
16 May 2014

scritto da Redazione

Più uguaglianza fra nord e sud nella procreazione

Non è accettabile che ci sia una differenza abissale di diritti tra una coppia che accede alle tecniche di Pma al sud e una che ricorre a strutture del Nord. Lo afferma Andrea Borini, presidente Sifes, intervistato da Elvira Naselli di Repubblica.

“DOPO il turismo procreativo che spingeva le coppie all’estero per effettuare tecniche prima proibite in Italia, ora c’è il rischio di trovarci di fronte al turismo nazionale. Il divario tra Nord e Sud è infatti abissale e nel Meridione, dove sono più numerosi i centri privati, molte delle settantaduemila coppie che nel 2012, secondo l’Istituto superiore di sanità, hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita, sono state costrette a spendere migliaia di euro per tentare di avere un figlio, oppure a cambiare regione. Per questo dieci società scientifiche che operano nel campo della medicina della riproduzione rivolgono un appello al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, perché inserisca anche la Pma (procreazione medica assistita) nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, garantendo uguali condizioni di accesso a Catanzaro come a Milano, e un numero di cicli di trattamento con oneri a carico del sistema sanitario pubblico.

“Siamo di fronte ad una differenza abissale di diritti tra una coppia che accede alle tecniche di Pma al sud – premette Andrea Borini, presidente Sifes (società italiana fertilità e sterilità e medicina della riproduzione – e una che ricorre a strutture del Nord. I numeri sono chiari: le strutture private eseguono il 35,3% dei cicli ad alta tecnologia, media nazionale. Ma in Lombardia la media è il 5 per cento, in Toscana il 4, nel Lazio l’84,5 fino al 90 per cento in Sicilia e al 100 per cento in Calabria. Al Sud, dunque, chi accede a queste procedere deve pagarsele di tasca propria”. Oppure ad andarsene via verso altre regioni dove funzionano centri pubblici o privati convenzionati.

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18 Apr 2014

scritto da Redazione

Fine di un divieto?

di Antonio Palagiano

Finalmente, una sentenza liberatoria, finalmente l’Italia si pone in linea con gli altri Paesi d’Europa nel campo dei diritti civili e delle scelte individuali. Finalmente è caduta quell’odiosa discriminazione sociale che consentiva solo a pochi eletti di recarsi all’estero per sottoporsi ad una fecondazione eterologa e condannava i più a rinunciare alla propria genitorialità.

E’ una sentenza storica, ma è necessario chiarire una cosa: il ricorso alla fecondazione eterologa, cioè quella con un donatore esterno, maschio o femmina che sia, interessa un numero limitatissimo di coppie rispetto a tutte quelle che decidono di ricorrere alla procreazione assistita.  Numeri ufficiali, ovviamente, non ce ne sono, in quanto la riservatezza, in questi casi è d’obbligo. Ma si calcola che, se sono poco meno di 100mila i cicli complessivi (di tutte le tecniche), che vengono ufficialmente praticati ogni anno in Italia, sarebbero all’incirca 4.000 le coppie che decidono di espatriare a causa delle limitazioni imposte, fino a ieri, dalla Legge 40/2004.

Un numero limitato, ma certamente significativo, se si considera che sarebbero circa 2.500 i bambini italiani che ogni anno vengono messi al mondo con l’”eterologa”.

E così, il 9 aprile scorso, c’è stata la svolta storica, con la sentenza della Consulta che ha definito incostituzionale il divieto della fecondazione eterologa, sancito dal terzo comma dell’articolo 4 della Legge 40. Effettivamente, come ha sostenuto l’avvocato dello Stato, “la legge sulla procreazione medicalmente assistita è forse datata (…) e gli avanzamenti della scienza vanno più veloci del diritto”.

Ma c’è un punto che la politica si ostina, purtroppo ancora, a non capire, e cioè che sono repentinamente mutati i costumi e le esigenze della società in cui viviamo. Non ci si può rifare, ipocritamente al referendum del 2005, vinto esclusivamente per astensionismo, quindi, non tanto per le motivazioni del fronte del No, quanto per il distacco dalla politica dei cittadini comuni.

Mi sconcertano le parole di chi, ministro Lorenzin in testa, non si rende conto delle “nuove” esigenze sociali degli italiani e invoca, con insolita solerzia, un urgente coinvolgimento delle Camere, prima che scoppi il caos o il “far west”. Credo che, mai come in questo caso, sia doveroso un pacato dibattito politico che stemperi quel clima di guerra ideologica, già vissuto in occasione della discussione sul testamento biologico e che non ha prodotto alcun risultato.

Anche dopo questa sentenza ed anche in questa occasione il Parlamento si mostra scollato dalla realtà e non riesce, quindi, a sentire il polso dei cittadini che vogliono una maggiore libertà decisionale nel campo dei diritti civili.

Il vero rischio è che la falange fondamentalista del Palazzo si riorganizzi e legiferi nuovamente al solo fine di inficiare la sentenza della Corte Costituzionale. In che modo? Cancellando l’anonimato dei donatori, per esempio, come stanno già dicendo da un pò.

Quel che resta della legge 40, oggettivamente, è più che sufficiente per garantire ciò che veramente è importante: il divieto di disconoscimento della paternità e della commercializzazione di gameti ed embrioni,  sanzionata con pene severe che prevedono la reclusione fino a 2 anni e multe salate fino a 1 milione di euro. Nessun vuoto normativo da colmare, quindi, ma solo un maldestro tentativo che nel calcio si chiamerebbe “fallo di reazione”. Il ministro Lorenzin dimostri lungimiranza, indipendenza e vicinanza alle donne, convochi in audizione le società scientifiche e recepisca le linee guida che gli scienziati della materia suggeriranno, nell’esclusivo interesse del cittadino e non di una singola parte politica. Perché le linee guida, in tutto il mondo, le fanno le società scientifiche e non i funzionari del Ministero. Come è accaduto troppe volte in passato con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

 

04 Apr 2014

scritto da Redazione

Requiem per la legge 40

Un articolo sul settimanale L’Espresso parla della prossima udienza della Corte Costituzionale, che dovrà decidere sulla legittimità del divieto di fecondazione eterologa sancito dalla legge 40. Parla Andrea Borini, presidente Sifes. Scarica l’articolo su L’Espresso del 4aprile

20 Mar 2014

scritto da Redazione

Congresso Nazionale di Medicina della Riproduzione 2014

E’ online il PROGRAMMA COMPLETO del Congresso Nazionale di Medicina della Riproduzione che si terrà dal 15 al 17 maggio prossimi a Riccione.

06 Mar 2014

scritto da Redazione

Rassegna stampa convegno “10 anni di legge 40”

La lista dei principali articoli che hanno ripreso i temi della giornata del 24 febbraio.